
Si cominciano a muovere le pedine per la promozione del nuovo CD. Il 6 febbraio 2007 facciamo un primo giro a Milano, appuntamenti vari, con radio e giornali, interviste in studio e telefoniche, un mini live acustico, io e capitan Mark, la Sopaband ridotta al minimo.
Partiamo in treno da Modena, ore 8 e 59, l’alba! Appuntamento ore 11 e 40 a Milano con il nostro ufficio stampa, Andrea, sotto la sede di radio Lombardia. Siamo puntuali, nonostante che capitan Mark appena scesi dal treno alla stazione centrale non può fare a meno di spararsi un hamburger ed una coca per 2550 cal. totali. Sono ospite nel programma in diretta del mezzogiorno di radio Lombardia, Camillibus, condotto da una bella mora che neanche a farlo apposta si chiama Camilla. Non mi aspettavo tanta attenzione, devo essere sincero, forse prevenuto dalla mia cattiva considerazione per la maggiorparte degli addetti ai lavori che considero responsabili dello sfascio musico culturale italiano. Invece Camilla si dimostra all’altezza, è brava nella conduzione, preparata sui testi e sui dettagli del CD, fa domande non banali. Non di meno si dimostra persona sensibile, il direttore della radio, Luca, con il quale, fuori onda, intraprendiamo il solito dibattito: a che punto siamo arrivati con la musica! Salutiamo, ci complimentiamo a vicenda, siamo pronti ad uscire dalla porta, non prima, però, di provare a cercare anche una sola traccia di musica e atmosfera Mariachi negli studi della radio, dove la settimana prima di me erano passati i Rio, il gruppo del fratello di Liga, che vaneggiano di aver scritto un disco con tali sonorità e appigli culturali. Mha!
E’ ora di pranzo, andiamo direttamente a Radio Popolare, alle 14 e 30 abbiamo da esibirci in una intervista condita da qualche pezzo live con le nostre chitarre. Mangiamo qualcosa alla mensa arredata in rigoroso stile Milano anni ‘70 e carichi di un buon vinello rosso, di che altro colore a radio Pop?, seguiamo William, il fonico con il quale facciamo un minimo di sound check, lui molto bravo, con due, tre microfoni fa funzionare tutto.
Parte l’intervista in diretta, botta e risposta, un pezzo live “Trompe l’oeil”, un commento sul disco, un altro pezzo “Uomomosca”, altre domande, altro pezzo “Amore di contrabbando”. Agostoni, mitico speaker, dj, dirigente della radio conduce la diretta da par suo, noi, io e capitan Mark, con due chitarre dimostriamo a tutti che non a caso l’ultima volta, in duo, eravamo in diretta negli studi di Radio France 2 sommersi dagli applausi dei francesi. A radio Pop ci fanno promettere di tornare con tutta la Sopaband al completo nell’auditorium Demetrio Stratos, per un live come si deve. E’ andata, speriamo che non si dimentichino di invitarci ufficialmente. Il resto della giornata milanese la passiamo nella sede del nostro ufficio stampa Ma9, con Andrea, Maryon e la bella Frida, una cagnetta dolce come le caramelle al chinotto degli ospitali padroni di casa, anzi di ufficio. Telefonate - intervista con giornalisti e radio, incontri, tutto con la stessa caratteristica: gli interlocutori partono un po’ in maniera canonica, quasi burocratica, come credo sono costretti a fare con la maggiorparte dei soliti artisti in promozione, magari un po’ sospettosi con uno che manca all’appello da 10 anni in Italia; finiscono per stare oltre il dovuto a parlare con me, al di là del loro impegno professionale. Forse perché non sono scontato? Forse perché non sono banale? Forse perché sono uno che cazza bene? Forse perché sono un genio anche se non lo dimostro? Forse. Fatto è che sballiamo sui tempi e mi ritovo sul divano dell’ufficio a fare l’intervista con Guido Giazzi, Buscadero, con la paranoia del treno di ritorno che parte da lì a mezzora e ancora un’altra intervista telefonica con una radio del varesino. Peccato, Guido mi impressiona davvero positivamente, è uno dei pochi finora che ha centrato in pieno l’obiettivo: sa tutto del mio nuovo lavoro, ha intuito bene che “Il morso” non è una semplice canzone d’amore, è volutamente scabrosa nel suo significato neanche tanto latente, basta fare attenzione ai testi!, afferra al volo la forza e la violenta denuncia in “Trompe l’oeil”, insomma mi sarebbe piaciuto chiacchierare ancora con lui, ma i treni ripartono sempre, qualche volta in ritardo, ma ripartono. E quel giorno, incredibile a dirlo, il treno ripartì esattamente in orario, alle 19 e 10, dopo un sincero saluto di Andrea che si stava piano piano rendendo conto con chi aveva a che fare, come del resto quelli che avevo incontrato quel giorno. Miracolo a Milano!
P.S.
Ringraziamento doveroso a chi ho incontrato di persona o telefonicamente in quel promo day a Milano, per la possibilità che mi hanno dato di comunicare: radio Lombardia, radio Popolare Milano, radio Capodistria, Alfredo (di rockol), Guido (di Buscadero), radio Panda, radio in Blu.
